2/27/2007

Neuroni specchio e zazen

Prosegue lo speciale 2007 di Radio3 Scienza al Palladium, “Le mani sul cervello” - sei puntate speciali da un’ora, dalle 10,50 alle 12,00, con sei protagonisti della ricerca in neuroscienze. A intervistarli, Rossella Panarese, insieme a uno scrittore al giorno. All’appuntamento di mercoledi’ 28 febbraio: “So quel che fai”, col neuroscienziato Vittorio Gallese, co-scopritore dei “neuroni specchio”, e il sottoscritto. Per chi avesse voglia di saperne di più (e vi assicuro che il tema dei neuroni specchio è appassionante: in pratica gli scienziati hanno scoperto che aveva ragione Rimbaud a dire “io è un altro”), oltre ad andare al Teatro Palladium (per chi è a Roma), o ascoltare il dialogo in diretta su Radio 3, clicca qui (è un'intervista che ho fatto alcuni mesi fa, su l’Unità, al prof. Rizzolatti, con cui l’amico Vittorio Gallese lavora; in ogni caso è qui presente nel sito alla sezione "Articoli"). Gli altri appuntamenti futuri al Palladium: Giovedi’ 1 marzo, Marcello Massimini: Sonno e coscienza - con Lorenzo Pavolini; Venerdi 2 marzo, Tecumseh Fitch - musica e linguaggio.
Per chi invece la sera di mercoledì 28 è a Milano: io sarò lì, alle ore 21, alla Casa della Cultura, via Borgogna 3, a parlare (soprattutto ascoltare, mi auguro), una serata nel quadro degli “Incontri sullo Zen in memoria di Taisen Deshimaru”, organizzati da Paolo Lagazzi. Il 28 sera si parlerà di “La porta senza porta: ripensate lo Zen”, col maestro Fausto Taiten Guareschi (il più noto maestro zen italiano, che di Taisen Deshimaru fu allievo a Parigi dal 1968), Anna Fabbrini, Paolo Lagazzi, e Beppe Sebaste “che si confronteranno sulla tradizione Zen ripensandola attraverso la lezione del grande Taisen Deshimaru Roshi, colui che più di tutti ha contribuito, a partire dall’anno del suo trasferimento dal Giappone a Parigi (il 1967), a diffondere il vero Zen in Europa” (come recita l’invito). Per saperne di più su questi temi, clicca qui, che è il sito del tempio-monastero di Soto Zen sulle colline di Fidenza, "Shobozan Fudenji", ricco di informazioni. (Tra parentesi: Porte senza porte. Incontri con maestri contemporanei - da Bruno Munari ai maestri zen, passando per sciamani, maestri di judo, musicisti come Terry Riley, danzatori come Steve Paxton, ecc. ecc. - è in effetti il titolo di un mio libro - un tascabile Feltrinelli - che questa primavera compie dieci anni. E' ormai introvabile, ma uscirà entro l'anno in ristampa c0n un altro editore).


5 commenti:

Wu Ming 1 ha detto...

Beppe, scusa il parziale OT: se non sbaglio un altro tuo pezzo era uscito su L'Unità l'11 settembre 2001. Quest'altro è uscito il giorno delle dimissioni di Prodi. Baudrillardianamente, subisco il fascino di questi tuoi articoli che escono in giorni fatidici, giorni in cui grandi eventi fanno loro ombra...
L'hai visto "Un mondo perfetto" di Clint Eastwood, con Kevin Costner? E' un film di metà anni Novanta, racconta una storia drammatica e importante, che però si svolge in Texas il giorno prima dell'omicidio Kennedy, quindi una storia che di lì a poche ore verrà messa in ombra dall'evento degli eventi, il corrispettivo Sixties dell'11 Settembre, in fondo...
L'11 settembre 2001 era uscita - sul New York Times - anche un'intervista a Bill Ayers dei Weathermen Underground, con il titolo: "Sì, ho amato l'esplosivo" :-)

Beppe Sebaste ha detto...

Non ho visto il filmn e adesso vorrei vederlo. La storia messa in ombra dai grandi eventi, dagli eventi valorizzati, mi appassiona: non è di questo che si occupano la letteratura e, tra gli altri, quelle loro controfigure che sono i detective dell'era marlowiana (nel senso di philip, non christopher)? Forse il senso ppoetico del fallimento di una syoria, di un'indagine, consiste per questo con la sua "riuscita". L'11 settembre 2001, anzi the day after, quello in cui i giornali ne gridavano, uscì un mio aricoletto sugli anziani, pensa un po', sugli ospizi dei vecchi, abbandonati a se stessi secondo un concetto (questo sì eugenetico, altro che la fecondazione artificiale e eterologa) della vita, e raccontava per es. le suppliche e le mani che si protendono come quelle dei mendicanti nelle strade di calcutta quando uno entra in uno di questi luoghi "di riposo". e dicevo alcune cose "politiche". In quegli stessi giorni (altra microstoria) morì un amico pittore che amavo molto, Riccardo Lumaca, e mi ricordo che in campagna, qualche ora dopo la cerimonia finebre, la sua donna (vedova) lesse quel mio pezzo del 12 settembre, nascosto dall'Evento, e disse: in fondo parli della stessa cosa, la stessa logica dell'autofagia del capitalismo avanzato, ecc. ecc.

Beppe Sebaste ha detto...

a proposito di storie e di Eventi: come gli Irochesi di Manituana, giusto?

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu